19° Corto Imola Festival

Concorso Internazionale Cortometraggi
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CORTO IMOLA FESTIVAL XIX
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CORTOMETRAGGIO


I feel my spirit gettin' old

it's time to recharge my soul
 I'm zippin' up my boots
 goin' back to my roots
Going Back to my Roots by Richie Havens

 



BACK TO THE ROOTS!


La diciannovesima edizione del Corto Imola Festival si svolgerà dal 5 al 9 dicembre 2012 a Imola  riafferma la sua  proposta  culturale per il prossimo triennio con un rinnovamento  che ritrova il  radicamento con il passato e un altrettanto forte sguardo verso il futuro.
I principali cambiamenti che caratterizzeranno questa nuova edizione diretta da Franco Calandrini sono, la riproposta del Concorso Internazionale di Cortometraggi che ha visto, negli anni trascorsi, il nostro festival come il maggiore protagonista Internazionale di questo specifico e il ritorno alla sede storica, il Teatro Ebe Stignani di Imola.

DAL 5 AL 9 DICEMBRE
TEATRO EBE STIGNANI
CORTO IMOLA FESTIVAL XIX

Torna dopo otto anni il Concorso Internazionale di Cortometraggi…
e c’è un motivo

Franco Calandrini
Direttore artistico Corto Imola festival


Quando nel 95’ Imola istituì il concorso internazionale per cortometraggi, i festival specializzati erano meno di mezza dozzina; Festival di Roma (Arcipelago, con vocazione internazionale) e Bellaria (Anteprima del Cinema Italiano per l’appunto incentrato sul Cinema italiano) al Festival di Siena (nato l’anno dopo sul calco di Clermont-Ferrand), Capalbio (molto glamour), Maremetraggio (un progetto di corti premiati un po’ discutibile ma piuttosto efficace) Cartoon on the Bay e I castelli animati (fortemente legati al cinema d’animazione)  e pochissimi altri; c’era una sezione di corti molto qualificata all’interno di quello che allora si chiama Festival Giovani di Torino, con cui ci “contendevamo” le anteprime e poi tanti piccoli embrioni di festival spazzati via da quella che sembrò  dover diventare uno specie di spartiacque, il Sacher Festival, che alla fine rientrò nei propri ranghi e riconsegnò quegli spazi di visibilità, assai rara per gli autori di corti, ai loro “legittimi” fondatori. Parlo di Fondatori non a caso perché nel 96 Corto Imola Festival entrò come Socio Fondatore a fa parte del Coordinamento dei festival Europei, a cui si erano affiliati colossi come Oberhausen e Clermont-Ferrand e Tampere, ma anche un’altra ventina di festival di cortometraggio giovani ma determinati come era il nostro.  Da allora per altri 10  anni il festival di Imola ha visto pervenire presso la propria segreteria più di 15.000 cortometraggi provenienti da ogni parte del mondo e corti di autori che, da lì a pochi anni sarebbero passati al cinema dei grandi numeri (ne cito alcuni, per rendere l’idea:  : Luca Miniero e Paolo Genovese che vinsero con il corto “Piccole cose di valore non quantificabile” e che adesso firmano film come “Benvenuti al Sud” o “La banda dei Babbi Natale”, o Bahman Ghobadi che vinse con Life in fog e che poi vinse Cannes con “I gatti Persiani” o Kornél Mundruczó che vinse con Afta nel 2001 e nel 2002 fu giurato al festival, e ancora con John R. Dilworth che presentò “The Cicken from the outer space” e che con la serie “Leone Cane fifone” arrivò alla ribalta internazionale o come Simone Massi che nel 2004 vinse con “Piccola mare” che nel 2010 vince il Donatello come miglior cortometraggio e che oggi firma la sigla d’apertura del festival di Venezia… ma potremmo andare avanti per ore). In quegli anni il Coordinamento dei Festival Europei pubblicò un codice deontologico dei Festival al quale, se ci si voleva affiliare, si doveva sottostare. Un codice che noi contribuimmo a redigere e che seguimmo finché ci è stato possibile. Il proliferare di festival di cortometraggio che di quel codice ignoravano perfino l’esistenza ha fatto si che in meno di un decennio i festival di corti passassero dalla decina d fine anni novanta agli oltre duecento di inzio del nuovo millennio, E’ ovvio che per noi che portavamo dal Canada la Personale del Premio Oscar®  Norman Mc Laren in 35mm e 16mm, la Retrospettiva dell’altro Premio Oscar ®  Dusan Vucotic in 35mm, tutti i corti di Jiry Trnka e tutti gli altri corti provenienti da cineteche di tutto il mondo, movimentati e proiettati in pellicola  e sottotitolati quando necessario, vedere lo  svilimento della nostra professionalità rappresentato dai festival in video della località turistica del momento, ci ha portato a fare altre scelte, scelte necessarie se volevamo tenere in vita un festival così importante, scelte che ci hanno portati in grande salute a questa nuova edizione. Ora, la leggerezza che contraddistingue questo formato, ha tanti benefici ma può presentare tante insidie: è moderatamente economico da realizzare e moderatamente semplice da far circuitare. Il che significa che se non si attiva una rete con maglio molto strette, il prodotto che arriva a fine corsa sarà inevitabilmente scadente. Non c’è certezza che assieme alla quantità arrivi anche la qualità, ma è inevitabile (quasi scientifico oserei dire: è innegabile che se cerchi un buon team per il Bob a 4 magari lo vai a cercare sulle Alpi piuttosto che in Giamaica!) che più aumenta la quantità dell’offerta, più la possibilità di trovarci dentro anche la qualità aumenta. Sta poi al festival e al suo comitato di selezione setacciare le pepite più lucenti da mostrare agli spettatori. Selezionabile perfino in rete, proiettabile in HD e con il ritorno al Ridotto del Teatro “Ebe Stignani”, il “Back to the roots”, cui si fa cenno nella citazione, rinvigorito e rafforzato dall’esperienza di tutti questi anni, c’è sembrato quasi un atto dovuto.
E allora tre saranno le categorie a concorrere per tre premi distinti: i corti di fiction sotto i 15 min; i corti d’animazione sotto i 15 min; i documentari sotto i 30 min.

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